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La socialità del gatto con i membri della sua specie non è ancora completamente conosciuta. Gli studi realizzati negli ultimi anni mostrano che il piccolo felino può vivere da solo, in coppie stabili, con la propria famiglia di origine (di solito il gruppo è composto da femmine imparentate tra loro e qualche maschio) o in bande formate da alcuni individui adolescenti. Anche nelle colonie feline, strutture sociali dove i gatti si incontrano per condividere alcune risorse come il cibo e il luogo di riposo, i piccoli felini formano gruppetti tra gli individui che si trovano più “simpatici“.

Il gatto, quindi, è un animale socialefacoltativo”, in grado cioè di vivere in modo solitario o formare aggregazioni sociali stabili formate da individui della propria specie o da esseri umani in base alle condizioni ambientali e al “carattere” dell’individuo. Trovare il compagno o la compagna ideale per il nostro gatto non è facile poiché la scelta è fatta da noi e non dal piccolo felino. I due, infatti, non si conoscono e non sappiamo se si “piaceranno“.

Per questo, adottare due fratelli o due sorelle intorno ai due o tre mesi di età, permette ai piccoli di crescere insieme e creare una relazione di maggiore qualità. È preferibile scegliere gattini dello stesso sesso poiché i maschi e le femmine hanno caratteristiche comportamentali differenti: per esempio, i maschi giocano in modo “fisico” (inseguimenti, agguati, corpo a corpo) mentre le femmine sono più “delicate“.

Quando decidiamo di allargare la famiglia è necessario realizzare un inserimento progressivo così che i gatti possano conoscersi in sicurezza. Prima di far accedere il piccolo felino all’abitazione, è opportuno sottoporlo a una visita presso il Medico Veterinario per valutarne lo stato di salute.

Il nuovo arrivato avrà una stanza della casa a disposizione arredata con il cibo, l’acqua, la cassetta, la scatola dei giochi, il graffiatoio (tiragraffi) e la cuccetta. Il resto della casa rimane a disposizione del gatto residente. È opportuno collocare sugli infissi della porta che separa i gatti un cancelletto protetto da una lastra di plexiglas (più alta del cancelletto stesso) cosi che i piccoli felini possano vedersi e avvicinarsi in sicurezza senza incontrarsi “di persona”.

La famiglia umana deve aiutare i gatti in questa delicata fase stando loro vicino e rassicurandoli. Con il passare dei giorni, quando i soffi e la tensione saranno scomparsi, è possibile far incontrare i piccoli felini “faccia a faccia” dapprima solo in presenza della famiglia e in seguito anche quando restano soli a casa. Le risorse (cibo, acqua, cassette, tiragraffi, luoghi di riposo e giocattoli) e l’arricchimento ambientale (lo spazio in 3d) devono essere aumentati nell’abitazione così che ciascun gatto possa, per esempio, mangiare senza dover condividere lo stesso piatto e riposare in un luogo protetto e privato.

Per meglio comprendere se stiamo facendo la scelta giusta è opportuno effettuare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario esperto in comportamento animale prima di portare a casa il nuovo gatto così da partire con il piede giusto. Anche qualora i piccoli felini non riuscissero a trovare un “accordo”, il Medico Veterinario esperto in comportamento animale può progettare un percorso riabilitativo così da supportare la famiglia allargata nella ricerca di una relazione di qualità.

Autore: Sabrina Giussani

Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale

Diplomato Medico Veterinario Comportamentalista ENVF

Master in Etologia applicata e Benessere animale

Past President SISCA

Bibliografia:

Crowell-Davis, S.L., Curtis, T.M., Knowles, R.J., 2004. Social organization in the cat: a modern understanding. J. Feline Med. Surg. 6, 19–28.

Emma K. Grigg and Lori R. Kogan; “Owners’ Attitudes, Knowledge, and Care Practices: Exploring the Implications for Domestic Cat Behavior and Welfare in the Home”; Animals 2019, 9, 978; doi:10.3390/ani9110978.

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